Broken Doll

Questo portfolio è nato nel luglio 2013, in una location che il soggetto, con cui ero appena entrato in contatto, mise gentilmente a disposizione. Lavorammo esclusivamente in luce naturale, cercando di adattare le pose all'ambiente per me sconosciuto.

 

L’idea della "bambola" la elaborai osservando i tratti e la fisicità del soggetto, ma è nel richiamo a Die Puppe di Hans Bellmer che il lavoro ha trovato la sua direzione. Se per Bellmer la bambola era un feticcio sovversivo, una "anatomia dell’inconscio" nata per sfidare l’estetica monumentale e il culto del corpo perfetto imposto dal regime nazista, nel mio lavoro la citazione si sposta su un piano più intimo. Pur non avendo la sua valenza di critica politica, ho attinto a quella sua capacità di smontare e rimontare il corpo, rendendolo un oggetto perturbante eppure affascinante.

 

In queste pose disarticolate si intravede il mio primo vero avvicinamento al tema della relazione tra fotografia e morte — o meglio, della capacità della fotografia di rendere inanimato l'animato — che avrei approfondito negli anni successivi. Alcuni spettatori hanno definito questo lavoro macabro. Credo abbiano ragione: le pose innaturali e la desaturazione cromatica in post-produzione sono state scelte proprio per restituire questa sensazione.

 

Eppure, il ricordo che conservo del set è di segno opposto. Abbiamo riso molto, specialmente quando cercavo di mimare le pose che desideravo, scontrandomi con il limite della mia scarsa flessibilità rispetto alla giovinezza del soggetto. È un contrasto che amo della fotografia: la capacità di produrre fotografie solenni o inquietanti partendo da momenti di assoluta leggerezza e sintonia.

 

Durante la sessione ho lavorato anche con materiale a sviluppo immediato, creando un collage Polaroid autonomo pubblicato nella Galleria Polaroid.

 

Scopri le fotografie di backstage nel Diario 2013.

Titoli di coda

Concept e fotografie © 2013 Alessandro Tintori

Assistente e backstage Mariona Olivella

Codice archivio 603