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Il ritratto è, per sua natura, il racconto di un incontro: una relazione breve ma intensa tra chi guarda e chi è guardato. In questa serie, però, la dinamica si complica. Alla consueta tensione tra fotografo e soggetto si aggiunge una terza presenza, la mano di Sara, che entra fisicamente nell’immagine e altera il corso del racconto.

 

Nadia reagisce ai gesti di quella mano, che si muove seguendo i miei suggerimenti con precisione e pazienza. Da questa interazione nasce una sequenza in cui il controllo non è mai del tutto stabile e l’emozione si sposta impercettibilmente da un’immagine all’altra. Non c’è una trasformazione dichiarata, ma una variazione continua dello stato interiore: attenzione, abbandono, controllo, vulnerabilità si rincorrono senza mai fissarsi.

 

In quanto attrice, Nadia partecipa consapevolmente a questo gioco, ma lo fa con una misura che evita ogni teatralità. La posa è sempre calibrata, la recitazione resta interna, trattenuta, come se l’azione avvenisse prima nel pensiero che nel corpo. Solo nella fotografia finale, quando un gesto improvviso — concordato a sua insaputa tra me e Sara — interrompe la prevedibilità della scena, emerge una reazione più istintiva, meno mediata.

 

Forse è lì che il ritratto si avvicina di più alla vita: nel momento in cui qualcosa sfugge al controllo. Perché, in fondo, prima o poi, ogni relazione implica uno scarto, una frattura sottile. Si tradisce, o si è traditi. Anche nello spazio fragile di un’immagine.

 

Scopri le fotografie di backstage nel Diario 2025.

Titoli di coda

Concept e fotografia © 2025 Alessandro Tintori

Soggetto Nadia Drera @nadiaadrera

Digital & QA Luigi Larva @rutamatt

Trucco e acconciatura Justyna Przygocka @justynka_makeup

Backstage Enrico Augugliaro @enrico_aug

Assistente Sara Di Modugno @saradimodugno

Codice archivio 1193