L’origine di questo portfolio risiede tra le pagine di un libro, Kirikù e la strega Karabà, che leggevo ai miei figli. Non ricordo come quel volume arrivò in casa, ma ricordo perfettamente l’illustrazione che mi colpì: Karabà, ispirata ai racconti dell’Africa occidentale, era raffigurata con una chioma voluminosa, il seno nudo adorno di monili e una posa dominante, con le mani sui fianchi e la bocca spalancata. Fu l'attrazione per quel disegno, così potente e lontano dagli stereotipi, a spingermi a trasformarlo in una serie fotografica.
Attraverso questo sito lanciai l'invito a interpretare il personaggio. Negli anni diverse ragazze si candidarono volontariamente, accettando la sfida di incarnare una figura complessa. Per ogni "strega", il processo partiva da una preparazione meticolosa: Anna curava il trucco e le acconciature, un lavoro che richiedeva tempo e una pazienza rara. Ricordo la dedizione nel posizionare singolarmente i brillantini che incorniciavano i capezzoli, enfatizzati dal rossetto, e la gratitudine verso gli artigiani e le amiche che talvolta ci prestarono i monili originali per arricchire la messa in scena.
Sotto il profilo tecnico e umano, il set era per me una prova di maturità. Dovevo ottenere da soggetti non professionisti l’energia fiera che percepivo nell'illustrazione, mantenendo coerenza visiva e narrativa nonostante il passare degli anni. Per aiutare le modelle a restare focalizzate, appendevo una copia del disegno alla gamba del treppiedi che sosteneva la fotocamera — una biottica 6x6 prestata dall'amico Pietro — affinché avessero sempre un riferimento visivo durante la posa.
La sfida più profonda non era estetica: era tradurre il seno nudo in un simbolo di autorità e potere, spogliandolo di ogni intenzione seduttiva. Volevo che la postura e il gesto trasmettessero una forza ancestrale, la lotta contro la superstizione e il peso della propria maturazione. Come ringraziamento per il loro impegno, donai a ciascuna una stampa fine art 20x30 cm su carta baritata, virata al selenio e montata su passepartout conservativo.
Riguardando oggi queste immagini, ne percepisco inevitabilmente la distanza temporale; mi appaiono, per certi versi, datate. Eppure, resto profondamente affezionato a questo portfolio e grato a tutte le persone che hanno accettato di diventare, per un giorno, la mia Karabà.
Scopri nel Diario le storie di ogni fotografia:
Concept e fotografie © 2004-2009 Alessandro Tintori
Soggetti Chiara, Ines, Maura Degni, Bintou Samogo, Sara Visigalli, Yara Caputo
Trucco e acconciatura Anna