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| Storia della fotografia: 1839 - 1849 | |||
| 1839 |
William Henry Fox Talbot inventa i disegni fotogenici, fogli di carta
spalmati di soluzione di nitrato d’argento, asciugati, dove vengono
riprodotti oggetti per contatto o mediante piccole camere oscure. Lavaggio
in ioduro di potassio per fissare e poi in iposolfito di sodio grazie a
Herschel. Tempo di esposizione: circa 20 minuti. 7 gennaio 1839:
ufficializzazione all’Accademia delle Scienze di Parigi dei dagherrotipi
realizzati da Louis-Jacques-Mandé Daguerre (1787-1851), che disegna
diorami per L'Operà di Parigi (scenografie su tele semitrasparenti a
trompe d’oeil dipinte con prospettive di luoghi ed edifici famosi, che
ripropongono la suggestione degli spazi reali con artifizi di luce ed
effetti ottici). Tempo medio di esposizione: 15 minuti. Il 25 gennaio 1839
il metodo di Talbox viene annunciato al Royal Institution.
8 marzo 1839: un incendio distrugge il diorama di Daguerre. Problemi economici lo inducono a diffondere il procedimento del dagherrotipo in cambio di un aiuto dallo stato francese. 20 agosto 1839: edizione di un manuale di 79 pagine che illustra il procedimento di Daguerre: lucidatura con acido nitrico delle lastre di rame placcate di argento; collocazione della lastra in una cassetta di legno dove riceve i vapori di iodio, che formano ioduro d’argento, fotosensibile; introduzione al buio della lastra sensibilizzata in uno chassis e poi nell’apparecchio di ripresa; esposizione fino a 15 minuti; sviluppo della lastra impressionata in un contenitore a 45° con mercurio a 60°riscaldato da una lampada ad olio per circa 10 minuti; fissaggio in acqua ed iposolfito di sodio; lavaggio in acqua distillata. Hippolyte Bayard (impiegato del Ministero delle Finanze francese, 1801-87) ottiene le prime immagini positive direttamente su carta sensibilizzata e le espone a Parigi. Alfred Donné incide una lastra dagherrotipa con acido nitrico diluito per effettuare una riproduzione dell'immagine. Viene prodotta la prima fotocamera per dagherrotipi. |
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| 1840 | Talbot inventa la calotipia: un trattamento di cera o clicerina rendono trasparente la carta impressionata con l’immagine negativa: è l'antesignano del negativo; sarà brevettato l’8 febbraio 1841 e consente di riprodurre più copie. Hippolyte Fizeau utilizza 2 dagherrotipi come cliché di stampa; risultati deludenti in serie. | |||
| 1842 |
Herman Bidw e Carl Stelzner eseguono la prima foto di cronaca su incendio
che distrusse quartiere della città di Amsterdam. E' l'inizio dell'uso
della fotografia per documentare fatti di cronaca, fino al momento
descritti con disegni che inevitabilmente interpretavano l'avvenimento.
Zurcher propone metodo di stampa fotolitografico con matrici di bitume.
Gaspar-Félix Tournachon (1820-1910), Nadar, diventa famoso per i suoi ritratti, realizzati principalmente in piano americano. |
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| 1843 |
La Fotografia viene presentata ufficialmente all'Esposizione
Internazionale di Parigi.
Nasce il Talbotype Printing Establishment. |
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| 1844 | W.H. Fox Talbot pubblica Pencil of nature. | |||
| 1847 | Louis Désiré Blanquard-Edvard (1802-72) presenta all'Accademia di Belle Arti di Parigi un miglioramento del processo di calotipia (carta salata, viraggio al cloruro d'oro al 2 per mille) e fonda un laboratorio fotografico. Claude Felix Abel Nièpce de Saint-Victor (1805-70) usa l’albume d’uovo su lastre di vetro come negativo. Tempi di esposizione lunghi ma immagini molto nitide. | |||
| 1849 | Gustave Le Gray utilizza il collodio come collante fotografico (prima su carta). Se la lastra viene usata umida, ha tempi di esposizione da 2 a 20 secondi in studio. | |||
| < 1802 - 1837 | |||
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